E' con profondo sdegno e sgomento che ho appreso questa mattina la tragica notizia dell'uccisione di 19 attivisti per la pace - membri della società civile internazionale, uomini e donne diretti verso la Striscia di Gaza - da parte dell'Esercito Israeliano, che ha assaltato con un atto di pirateria il convoglio umanitario. Tutto il dolore per le vittime e tutta la solidarieta` agli attivisti che sono in mare.
La Freedom Flottiglia - salpata da Cipro nei giorni scorsi per compiere una missione di pace, nel tentativo di rompere l`assedio imposto alla Striscia di Gaza, portando a bordo delle navi aiuti umanitari, materiali di prima necessità, cibo, cemento per la ricostruzione delle case dopo la distruzione causata dall'attacco israeliano "Piombo fuso" dell'inverno 2009 - è stata assaltata in acque internazionali in palese violazione della legalità internazionale, e del rispetto dei fondamentali diritti umani.
Israele ha mostrato ancora una volta che l`unica strada che sa usare e` quella militare, considerandosi, con arroganza, al di sopra delle leggi, in nome di un'ìmpunità che troppo spesso gli è stata garantita da una comunita' internazionale sempre disposta a non fare pagare il prezzo ad Israele delle sue violazioni.
E' un crimine contro l'umanità e la decenza quello di cui si è macchiata, colpendo un convoglio umanitario composto da attivisti e attiviste pacifici diretti verso la Striscia di Gaza per romperne l'assedio, che dimostra la realta` di un'occupazione militare che continua.
La motivazione addotta che gli internazionali aiutassero Hamas e' ridicola: chi aiuta la divisione dei palestinesi e' chi continua a punire collettivamente la popolazione di Gaza con l'assedio e tutta la popolazione palestinese con l`occupazione militare.
Aveva ragione David Grossman - scrittore e pacifista israeliano - quando nel corso di una manifestazione nel quartiere di Sheik Jarrah, a Gerusalemme Est, contro l'espulsione di cittadini palestinesi dalle loro case da parte coloni israeliani, ha affermato che ormai Israele è come una pianta carnivora che divora anche se stessa.
Di fronte alla strage di civili compiuta da Israele, la comunità internazionale ed i governi del mondo prendano una posizione chiara ed inequivocabile, per dire basta una volta e per tutte all'impunità di uno stato che continua a perpetrare odio e violenza, violando continuamente il diritto internazionale e quello umanitario. Dia forza ed ascolti quelle voci che in Israele, insieme ai palestinesi, dicono che l'occupazione militare uccide tutte e tutti.
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Luisa Morgantini
già Vice Presidente del Parlamento Europeo
Associazione per la Pace