CRIMINI GUERRA ISRAELE DAVANTI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA INTERNAZIONALE

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Parlamento europeo, Gaza: cessate il fuoco immediato e fine dell'assedio - GAZA, EP: IMMEDIATE CEASE-FIRE AND LIFT THE BLOCKADE
Strasburgo 15 Gennaio
Autore: 
LUISA MORGANTINI

 

Appello di Luisa Morgantini:

 

DELEGAZIONE DI MEDICI E AVVOCATI NELLA STRISCIA DI GAZA

per documentare i crimini di guerra dell’ esercito israeliano

 

Care tutte e tutti,

 

insieme a diverse organizzazioni palestinesi, israeliane e internazionali -tra cui Physicians for Human Rights e altre- stiamo cercando di organizzare una commissione indipendente di alto livello di medici con esperienza su fronti di guerra e in zone di crisi così come di avvocati e giuristi esperti di diritto umanitario internazionale e di tribunali internazionali che si rechi in una Fact Finding Mission nella Striscia di Gaza al fine di raccogliere documentazione e fatti per riuscire a far sì che Israele risponda davanti ad un Tribunale Internazionale dei crimini di guerra commessi contro i civili di Gaza.  

 

Invitiamo dunque a fare circolare tra medici e avvocati con provata esperienza in zone di guerra o in tribunali la presente richiesta. E se fossero  interessati a partecipare alla delegazione o a lavorare su questo a contattarci scrivendo a

 

luisa.morgantini@europarl.europa.eu e telefonando all’Ufficio di Roma  06 69 95 02 17

 

 

Grazie e buon lavoro.

 

Luisa Morgantini

 

 

"Noi aderiamo e sosteniamo invece l'appello di molte ONG Internazionali ed europee, di Premi Nobel per la Pace e di gran parte della società civile mobilitata in questi giorni per la pace, affinché Israele risponda davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dei crimini di guerra commessi contro i civili di Gaza -come richiesto anche dalla Commissione Diritti umani delle Nazioni Unite- e che un Tribunale internazionale verifichi anche se armi non convenzionali siano state usate dall'esercito israeliano nella Striscia".

 

 

 

Parlamento europeo, Gaza: cessate il fuoco immediato e fine dell'assedio

Strasburgo, 15 gennaio 2009

 

Cessate il fuoco immediato e permanente a Gaza, fine dell'assedio che "rappresenta una punizione collettiva contraria al diritto umanitario internazionale", riapertura di tutti i valichi per il passaggio di persone e merci da e per la Striscia e la riconferma della scelta di non procedere al voto per il potenziamento delle relazioni tra UE e Israele: sono questi i punti principali della risoluzione comune approvata oggi all'unanimità dalla plenaria del Parlamento Europeo.

 

Da diverse fonti si hanno notizie di Hamas che sarebbe pronto ad accettare la tregua ma Israele continua la sua aggressione: mentre i Parlamentari votavano per la risoluzione in cui si esprime ''sgomento dinanzi alle sofferenze della popolazione civile di Gaza'' condannando ''con forza'' il fatto che ''siano stati colpiti obiettivi civili e delle Nazioni Unite'', il quartier generale dell'UNRWA, agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi a Gaza city è stato colpito dalle bombe israeliane, che sono cadute anche su ospedali e centri della Mezzaluna Rossa Palestinese.

 

Il Parlamento Europeo chiede dunque con forza ad Israele di rispettare gli obblighi internazionali e il diritto umanitario, di garantire ‘corridoi' per l'accesso degli aiuti alla popolazione civile e di consentire alla stampa di seguire gli eventi che avvengono dentro la Striscia. La risoluzione chiede anche ad Hamas di fermare il lancio di razzi sulla popolazione civile nel sud di Israele e di lavorare per l'unità politica e territoriale palestinese.

 

E' vergognoso che i gruppi PPE e UEN -per altro non seguiti da molti loro MEPs- abbiano chiesto un voto separato sul blocco di Gaza e sulla violazione da parte di Israele dei diritti umani: gli oltre 1000 morti e più di 4000 feriti a Gaza sono una tragedia e un crimine che non ammettono distinguo.

 

Noi aderiamo e sosteniamo invece l'appello di molte ONG Internazionali ed europee, di Premi Nobel per la Pace e di gran parte della società civile mobilitata in questi giorni per la pace, affinché Israele risponda davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dei crimini di guerra commessi contro i civili di Gaza -come richiesto anche dalla Commissione Diritti umani delle Nazioni Unite- e che un Tribunale internazionale verifichi anche se armi non convenzionali siano state usate dall'esercito israeliano nella Striscia.

GAZA, EP: IMMEDIATE CEASE-FIRE AND LIFT THE BLOCKADE

 

Strasbourg, 15th January 2009

An immediate and permanent ceasefire in Gaza, the lifting of the blockade “represents collective punishment in contravention of international humanitarian law”, the re‑opening of the crossing points for the passage of people and goods from and towards the Strip and the reconfirmation of the choice not to proceed with the vote for the upgrade of EU-Israel relations: these are the main points of the common resolution approved today by the unanimity of the plenary of the European Parliament.

According to different sources, news report that Hamas would be ready to accept the truce but Israel continues with its aggression: while the European Parliamentarians were voting for the resolution that expresses “its shock at the suffering of the civilian population in Gaza” and “strongly deplores, in particular, the fact that civilian and UN targets have been hit during the attacks”, headquarters of UNRWA in Gaza city have been shelled by Israeli bombs, fallen dawn also on hospitals and Headquarters of Palestinian Red Crescent Society.

The European Parliament strongly calls on Israel to fulfil International obligations and the humanitarian law, to guarantee ‘corridors’ for the access of aid for civilians and to allow the international press to follow events on the round. The resolution calls also on Hamas to stop the rockets on civil population in southern Israel and to work for the Palestinian, political and territorial unity.

It’s a shame that the PPE and UEN groups – but not followed by many of their MEPs- asked for a split vote concerning the blockade on Gaza and the Israeli violation of human rights: more than 1,000 people killed and more than 4,000 wounded persons in Gaza are a tragedy and a crime that don’t admit distinctions.

On the contrary, we agree and support the appeal from many International and European NGOs, by Peace Nobel Laureates and by a big part of civil society mobilized in these days for peace, in order to bring Israel in front of the International Court of Justice for the war crimes committed against civilians in Gaza –as requested also by Human Rights Commission of the UN- and that an International Court will verify also if unconventional weapons have been used by the Israeli army in the Strip.