Da un viaggio in Palestina e Israele con l'Associazione per la Pace Luisa Morgantini Vice Presidente del Parlamento Europeo, è lieta di invitarvi
alla proiezione di
FRAMMENTI
un documentario di Claudio Cutarelli con la collaborazione di Francesca Cutarelli
e Mostra fotografica di Luca Tommasini Dunum – Terra di Palestina
il 19 dicembre alle ore 19,00 presso la Sala Pintor nella sede di Carta in Via dello Scalo S. Lorenzo, 67 - ROMA
"In Frammenti sono i luoghi attraversati e le persone incontrate che parlano, trasmettendo una grande forza e anche frammenti di speranza, quella di chi non si lascia abbattere e da una parte e dall'altra si batte quotidianamente per il diritto di tutte e tutti ad una vita degna e libera" , LUISA MORGANTINI
*Il documentario è a disposizione per iniziative, proiezioni e eventi.
Basta richiederlo a:
luisa.morgantini@europarl.europa.eu O chiamando l'ufficio di Luisa Morgantini: 06 69 95 02 17 www.luisamorgantini.net
Da un viaggio in Palestina e Israele con l'Associazione per la Pace
FRAMMENTI
(luglio 2008, durata 52' - Lingua originale: italiano, inglese, spagnolo; sottotitoli disponibili in italiano e inglese)
Un documentario di Claudio Cutarelli, con la collaborazione di Francesca Cutarelli Da un viaggio in Palestina e Israele con l'Associazione per la Pace, accompagnati da Luisa Morgantini, Vice Presidente del Parlamento Europeo.
"In Frammenti sono i luoghi attraversati e le persone incontrate che parlano, trasmettendo una grande forza e anche frammenti di speranza, quella di chi non si lascia abbattere e da una parte e dall'altra si batte quotidianamente per il diritto di tutte e tutti ad una vita degna e libera" , LUISA MORGANTINI
Buio. Rumore stridente. La telecamera riprende, l'inquadratura è mossa, lo spettatore non capisce cosa sta guardando, percepisce solo un suono acuto, irritante. Frammenti inizia così: Hebron, 2 gennaio 2008. Con altre 45 persone appartenenti alla società civile italiana, donne, uomini, ragazze e ragazzi, siamo fermi ad uno dei tanti check point che spezzano la continuità di movimento e di vita nel cuore della città vecchia di Hebron, nella Cisgiordania occupata. Il folto gruppo di italiani dai volti colmi di un'indignazione mista ad una curiosità stupita, noi inclusi, partecipa ad uno dei tanti viaggi di conoscenza e solidarietà in Palestina e Israele con l'Associazione per la Pace, organizzati da Luisa Morgantini, Vice Presidente del Parlamento Europeo. Rimaniamo in attesa davanti ai tornelli di metallo presidiati dai soldati israeliani che regolano gli ingressi e le uscite dal centro della città. Lo spettatore forse riesce a capire: sono quegli ingranaggi metallici a creare il rumore assordante, però forse c'è anche dell'altro…c'è poca luce, la telecamera trema, eppure sì, ora appaiono nette due figure minute di ragazzini palestinesi, che escono a turno, prima l'uno poi l'altro, dal tornello irritante, vittoriosi nel sorriso per esser riusciti a far passare anche le loro biciclette, posizionate in modo verticale nell'angusta gabbia metallica, con la nonchalance di chi quel gesto è costretto a farlo ogni giorno, più volte al giorno, pur di non rinunciare alla bici e al piacere di legittimi giochi di ragazzi. Solo un'immagine ma fortemente simbolica dei frammenti di una Palestina da 40 anni occupata che abbiamo potuto percepire grazie a questo viaggio. Ai loro sorrisi, a Hebron, al suo cielo coperto dalle reti che proteggono i passanti dal lancio di pietre, spazzatura e acqua sporca gettati dalle finestre delle case occupate da fanatici coloni israeliani proprio sopra il centro storico dai negozi irrimediabilmente chiusi, è dedicato uno degli otto capitoli di Frammenti (Muro; Territorio Occupato; Resistenza Non-violenta; Dentro Israele; 20 anni delle Donne in Nero; Bassam e Elik: Combattenti per la Pace; Hebron; Frammenti di speranza ), 50 minuti circa di riprese, montaggi, e interviste a figure istituzionali come il Premier palestinese Salam Fayyad o quelle ai molti Palestinesi, Israeliani e internazionali che resistono in modo non-violento all'occupazione militare israeliana battendosi quotidianamente per i diritti di tutte e tutti e per una pace giusta e duratura. Volevamo che i nostri amici, parenti, colleghi si commuovessero come noi sentendo parlare Bassam Aramin, palestinese di 40 anni, 7 trascorsi come prigioniero politico nelle carceri israeliane, che ha deciso di spezzare il ciclo della violenza fondando i Combattenti per la Pace, riunendo ex soldati israeliani e ex militanti palestinesi che hanno dato il loro addio alle armi e intrapreso la strada della pace, dei diritti e del riconoscimento reciproco. Abir, sua figlia, è stata uccisa a 10 anni, il 16 gennaio 2007, dal proiettile di un soldato israeliano che l'ha colpita alla testa mentre usciva da scuola: Bassam non ha mai chiesto vendetta ma una giustizia che finora non è arrivata. Al capezzale della piccola però erano presenti i suoi compagni israeliani, ex soldati e combattenti per la pace. E volevamo fare arrivare fino a qui anche la voce di Elik, israeliano, la cui sorella Smadar è stata uccisa da un attacco suicida compiuto da un adolescente palestinese a Gerusalemme nel 1997: "Quando ho visto che il mio paese, la società intorno a me non aveva niente da offrirmi se non rabbia e vendetta, ho deciso che dovevo cercare un partner altrove (…) entrare in contatto con lui con dignità e con rispetto. E allora il dialogo è possibile, l'attivismo è possibile, la resistenza è possibile". Lasciato l'esercito, oggi, Elik, carissimo amico di Bassam e Combattente per la pace, fa anche parte del Forum del Parents Circle, più di 500 famiglie palestinesi e israeliane che hanno perso dei famigliari a causa del conflitto e che da oltre 12 anni portano in giro per il mondo un messaggio rivoluzionario: in una terra in cui la distanza tra israeliani e palestinesi potrebbe sembrare tragicamente enorme, parlare, discutere con il nemico, umanizzarlo è un atto radicale. Ma sono tante le Persone incontrate in viaggio che ci hanno dato una versione Altra di questo interminabile conflitto, aldilà di ogni stereotipo e di ogni deformata o riduttiva rappresentazione mediatica: sono loro che ci hanno trasmesso -come dice bene Luisa Morgantini- "una grande forza ma anche frammenti di speranza, quella di chi non si lascia abbattere ma da una parte e dall'altra si batte quotidianamente per il diritto di tutte e tutti ad una vita degna e libera". E allora i Frammenti di Speranza, sono le Donne in nero -israeliane e palestinesi- sono i tanti palestinesi di Bil'in, ma anche degli altri villaggi occupati che resistono giorno dopo giorno in modo non violento al furto di terre e al muro che le confisca, con il sostegno di attivisti israeliani e internazionali. Frammenti di Speranza sono le voci dissonanti degli israeliani e delle israeliane che criticano le politiche intraprese dai loro governi in tutti questi anni, che esercitano dall'interno il legittimo diritto di critica nei confronti del Potere, del proprio Stato, di un sistema violento e militarista rivendicando il diritto ad un dibattito politico anche aspro ma fondamento di una vera democrazia; e sono gli stessi che dicono no all'occupazione militare del territorio palestinese e sì al diritto di due popoli a vivere in due Stati sui confini del '67 e con Gerusalemme capitale condivisa; gli stessi e le stesse che dicono che l'assedio di Gaza è una disumana punizione collettiva nei confronti della popolazione civile, che il muro in Cisgiordania è un Muro d'Apartheid illegale e coloniale, che non c'è pace senza giustizia. Infine Frammenti di Speranza sono anche tutte le voci a conclusione del documentario, quelle dei viaggiatori che in una parola hanno sintetizzato le loro emozioni-reazioni e quelle di chi da anni si impegna per una pace giusta e per i diritti di tutte e tutti. Per questo a Luisa Morgantini va tutta la nostra stima, gratitudine e affetto, per tutto quello che ha fatto e che continua a fare per i palestinesi e per gli israeliani, semplicemente per la giustizia. Il suo impegno, la sua ostinazione e la sua inarrestabilità -che travolgono anche chi collabora con lei, quindi un grazie particolare anche alla preziosa Barbara Antonelli che sta dietro l'organizzazione di questi viaggi- ci ricordano sempre che, anche se vacilliamo e siamo persi nel buio più pesto di questi tempi cupi -come dice Luisa stessa- "bisogna resistere e pensare che vale la pena, vale la pena fare queste cose, perché...QUESTA E' L'UMANITA'". CLAUDIO E FRANCESCA CUTARELLI