Lo scorso 17 ottobre avevo presentato sia al Consiglio che alla Commissione UE due interrogazioni scritte sul rifiuto opposto dalle autorità israeliane alla partenza degli studenti della Striscia di Gaza verso le università europee.
In data 8 dicembre sono arrivate le risposte del Consiglio UE e della Commissione.
Vi invio qui di seguito il testo delle domande e delle risposte.
Un abbraccio,
Luisa Morgantini
INTERROGAZIONE SCRITTA P-5809/08
di Luisa Morgantini (GUE/NGL)
al Consiglio
Oggetto: Partenza di studenti della Striscia di Gaza verso le università europee
Secondo quanto riporta Amnesty International, dozzine di studenti palestinesi della Striscia di Gaza desiderano lasciare la Striscia per andare a studiare presso le università straniere. I succitati studenti sono in possesso dei requisiti per studiare all'estero; possono documentare la loro ammissione presso le rispettive università ospiti, e sono in possesso di un visto rilasciato dai rispettivi paesi ospitanti. Ciononostante, le autorità israeliane ostacolano la loro partenza dalla Striscia di Gaza.
Il rifiuto opposto dalle autorità israeliane alla partenza dei succitati studenti viola il loro diritto di libera circolazione, previsto dall'articolo13, comma 2 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, e il loro diritto all'istruzione previsto dall'articolo 13, comma 1 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights, ICESCR).
Ha il Consiglio intrapreso qualche iniziativa a favore di studenti palestinesi in possesso di borsa di studio presso una università europea e/o di studenti palestinesi ammessi alle università europee e in possesso di visto rilasciato dal paese ospitante, al fine di consentire loro di lasciare la Striscia di Gaza e di andare a studiare in Europa?
Quale tipo di iniziativa intende prendere il Consiglio per esercitare pressioni sulle autorità israeliane affinché consentano agli studenti palestinesi di lasciare la Striscia di Gaza, e per garantire loro il diritto alla libera circolazione e il diritto all'istruzione?
Questa la risposta del Consiglio:
P-5809/08
Risposta
(8 dicembre 2008)
La situazione umanitaria a Gaza rimane fonte di grave preoccupazione per il Consiglio dell'Unione europea, che, nelle conclusioni della sessione del 26 e 27 maggio 2008, ha chiesto a tutte le parti interessate di adoperarsi d'urgenza per l'apertura regolare dei valichi, verso e da Gaza. Il Consiglio spera che le uscite da Gaza si normalizzeranno, in conformità dell'accordo sulla circolazione e l'accesso tra il governo israeliano e l'Autorità palestinese, firmato il 15 novembre 2005.
La questione cui l'Onorevole Parlamentate si riferisce è stata recentemente sollevata in modo ufficiale con le autorità israeliane nella riunione del sottocomitato UE-Israele "Dialogo politico e cooperazione" che si è svolta il 28 ottobre 2008, nel contesto dei ripetuti appelli del Consiglio per una maggiore libertà di circolazione e di accesso.
INTERROGAZIONE SCRITTA E-5813/08
di Luisa Morgantini (GUE/NGL)
alla Commissione
Oggetto: Partenza di studenti palestinesi dalla Striscia di Gaza verso le università europee
Secondo quanto riportato da Amnesty International, dozzine di studenti palestinesi della Striscia di Gaza intendono lasciare la Striscia per andare a studiare presso le università straniere. Tali studenti possiedono tutti i requisiti per studiare all'estero; possono certificare l'ammissione alle rispettive università ospitanti e sono in possesso di un visto rilasciato dal paese ospitante. Ciononostante le autorità israeliane ostacolano la loro partenza dalla Striscia di Gaza.
Il rifiuto opposto dalle autorità israeliane alla partenza degli studenti costituisce una violazione del loro diritto di libera circolazione, sancito dall'art. 13, paragrafo 2 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, nonché del diritto all'istruzione stabilito dall'articolo 13, paragrafo 1 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (ICESCR).
Conviene la Commissione che sia opportuno adottare delle azioni non solo per gli studenti palestinesi in possesso di una borsa di studio presso un'università europea nell'ambito del programma Erasmus Mundus, ma anche per gli studenti ammessi alle università europee che possiedono un visto rilasciato dal paese ospitante?
Quali tipi di azioni ha intrapreso o intende intraprendere la Commissione al fine di garantire il diritto alla libera circolazione e all'istruzione degli studenti palestinesi e per consentire a questi studenti di lasciare la Striscia di Gaza e studiare in Europa?
Questa la risposta della Commissione UE:
In linea con la dichiarazione del Quartetto del settembre 2008, la Commissione ha esortato in più occasioni Israele ad aprire i valichi di Gaza alla normale circolazione delle persone, all'assistenza umanitaria e alla circolazione delle merci. Recentissimamente, la Commissione ha sollevato il problema durante la riunione del sottocomitato sul Dialogo politico EU-Israele che si è svolta a Bruxelles il 28 ottobre 2008. Attualmente, Israele limita l'autorizzazione a lasciare Gaza ai casi umanitari e ciò esclude, in linea di principio, gli studenti universitari.
La delegazione della Commissione a Tel Aviv ha coordinato, a partire dal giugno 2008, la partenza di 92 studenti palestinesi (e dei loro familiari) verso le loro università europee di destinazione, in cooperazione con gli Stati membri , il Coordinamento israeliano delle Attività di governo nei Territori (COGAT), l'Ufficio di assistenza tecnica della Commissione a Gerusalemme, l'amministrazione palestinese e le autorità giordane.
Per poter svolgere tale ruolo di coordinamento, la Commissione ha bisogno che gli Stati membri le comunichino i nominativi degli studenti che aspettano di poter uscire dalla striscia di Gaza. Finora, i nomi trasmessi comprendevano soltanto studenti che avevano ottenuto borse di studio, finanziate dall'UE o dagli Stati membri, per università europee.
La Commissione continua ad occuparsi della questione al fine di garantire una normalizzazione della circolazione delle persone da e verso la striscia di Gaza e quindi anche degli studenti senza borse di studio.