Luisa Morgantini, nella sua straordinaria generosità, mi aveva promesso un contributo per il libro.
Considerando l'importanza dell'iniziativa che dovrà portare alla stesura e divulgazione della Carta dei rifugiati che si terrà a Volterà, alla quale lei stessa ha fortemente contribuito, ho ritenuto opportuno che fosse indirizzato a questo evento. Ringrazio vivamente Luisa per averlo fatto. B.N.
Annet Henneman è una donna straordinaria, ostinata e determinata.
Il suo lavoro come direttrice al Teatro di Nascosto – Hidden Theatre (Volterra) e i quasi dieci anni di teatro reportage ne sono una preziosa testimonianza che colpisce duro un pubblico sempre eterogeneo e sempre nuovo e che è capace anche di arrivare con efficacia fin dentro le Istituzioni. Lo abbiamo visto al Parlamento Europeo, che ha accolto lo scorso 6 giugno lo spettacolo "Rifugia-ti" con le tante storie vere che caratterizzano "L'odissea dei profughi". Abbiamo partecipato anche noi come Deputati, italiani ed europei, alla messinscena di quei viaggi disperati di uomini e donne in fuga dalle guerre e dalle oppressioni che molto spesso proprio noi determiniamo e di cui siamo complici, anche se a stento lo ammettiamo, mentre continuiamo con le nostre politiche di chiusura e tolleranza zero.
Ce lo ricordano però gli attori, gli immigrati, le donne e gli uomini del Teatro di Nascosto attraverso le storie di viaggi con barche improvvisate, di attraversate impossibili, per mari e deserti, fino ad arrivare alla Fortezza Europa dove spesso giungono solo i più forti, quasi in base ad una spietata legge di selezione naturale.
Chi riesce ad arrivare a Ceuta, a Melilla, a Lampedusa, a Malta o nelle Isole Canarie, non finisce in quei luoghi la propria odissea personale, emblema di una storia purtroppo collettiva: si ritrova invece di fronte ad un nuovo paese, ad una nuova cultura, spesso finendo all'interno dei centri di permanenza temporanea, in condizioni poco dignitose se non del tutto disumane. Tutto ciò fino a quando la Commissione esaminatrice delle domande di asilo politico deciderà dei loro destini e delle loro destinazioni. E molte volte il timbro sul foglio di via è senza appello: "da rimpatriare".
Annet e il Teatro di nascosto ci parlano di queste storie e di questi dolori, ci raccontano le Persone (con la P maiuscola) e lo fanno senza retorica, semplicemente descrivendo quello che i più non vogliono vedere: "ho visto i loro occhi, li ho visti tra sangue, fango, sbarre, ho visto uomini e donne rinunciare giorno dopo giorno alla loro identità, ai loro nomi, li ho visti supplicare inginocchiati di essere uccisi pur di non essere rinviati nei loro paesi...".
Parole dure, che portano sulla scena, attraverso un'intelligente trovata mediatica, dei parlamentari-attori che ci ammoniscono su come la politica dell'emiciclo di Bruxelles o quella degli scranni di Montecitorio e di Palazzo Madama sia troppo lontana dai Centri di permanenza temporanea, dalle carrette dei mari, da quelle reti di pescatori in mare aperto a cui i migranti si aggrappano con disperazione, per giorni e notti, pur di non morire.
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